Il mondo della geodesia sembra ormai popolato da poche persone, se non chi in effetti si occupa di misure di tipo speciali. Il termine geodesia non deve ingannare a prima vista, in quanto anch’esso è un termine desueto e quindi è preferibile parlare di geodesia operativa, ovvero la professione di chi effettua misure geodetiche, che per lo più sono ormai effettuate per mezzo dei sistemi GNSS, ma anche chi si occupa di reti geodetiche deve avere delle conoscenze che sono ormai al tramonto, rispetto a quanto era di conoscenza dei vecchi geometri e/o ingegneri geodetici, o anche semplicemente cartografi di vecchio rango.

Diverso è per la topografia tradizionale e per quella impiegata nel campo delle misure industriali. Infatti in questo settore al di là della generalizzazione, gli operatori sono più o meno specializzati a seconda del tipo di operazioni. La topografia non è purtroppo associata alla vecchia pratica del saper fare di conto, ovvero avere capacità di calcolo adeguate al contesto. Si pensi a quanto sono diverse tra loro le misure per il monitoraggio, da quelle catastali o da quelle industriali, e si pensi che la maggior parte dei topografi negli ultimi 10-15 anni ha semplicemente imparato ad usare un GPS o una stazione totale, o un livello, applicando poi le regole già scritte delle procedure strumentali e di calcolo, ma che non è invece in grado di discernere tra misure angolari, distanziometriche, di moduli di riduzione alla carta e di rifrazione atmosferica; tutti fattori che incidono sui risultati finali delle coordinate derivate per via diretta o compensate. Bene, questo semplicemente per dire che la geodesia e la topografia, sono ambiti operativi che non possono essere lasciati al caso, e che le competenze necessarie non sono per niente banali.